Pian di Spagna
Località posta all’apice settentrionale del Lario, oltre il fiume Mera, è una vasta area all’imbocco della Valtellina e della valle del Mera che fino al secolo scorso funestata dalla malaria e dalle alluvioni.
Così chiamata perché nel XVII e XVIII secolo vi si trovano accampamenti spagnoli che dal Forte di Fuentes, baluardo di difesa del Cattolicesimo eretto nel 1603 sull’unica altura del Piano, il colle Monteggiolo, controllavano il territorio lariano e la pianura della Valtellina e della Val Chiavenna.
La bonifica del territorio venne intrapresa e portata a termine dagli Austriaci nel 1858. Costoro realizzarono l’inalveamento del tratto terminale dell’Adda e, dopo circa 4 chilometri di corso artificiale rettilineo, lo fecero sfociare direttamente nel lago. L’intera zona a nord del nuovo alveo venne così recuperata.
L’eccezionalità di questa zona paludosa, oggi riserva naturale, sta nel fatto di essere una delle poche zone umide d’importanza internazionale racchiusa in un paese alpino. Costituisce l’ambiente ideale per molti tipi di uccelli stanziali e numerose specie di migratori e meta d’abbeveramento per i cervi che popolano la zona.
I canneti, per esempio, che si estendono nelle zone non ancora bonificate, offrono rifugio a molti nidi di uccelli migratori come la cannaiola, il cigno reale e altre decine di specie animali più o meno protette.

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