Dongo
Importante centro turistico e industriale dell'Alto Lario,Dongo è adagiato nella piana originata dalla foce del torrente Albano con vista sul Monte Legnone e la Grigna settentrionale.
Il nucleo antico del paese, che si affaccia sulla baia, oltre ad estendersi alle frazioni di Martinico e Barbignano, è la testimonianza di un passato ricco di eventi storici.
Di origine romana, Dongo fu una delle più antiche Pievi comasche. Unito amministrativamente a Gravedona e Sorico nel 1534, costituì la contea delle Tre Pievi ceduta a Tolomeo Gallio da Filippo II di Spagna nel 1580. In epoca comunale fu Borgo cinto da mura di cui rimane un piccolissimo avanzo con porta ad arco in Piazza Vertua Gentile.
In particolare si ricorda Dongo quale protagonista della fine del fascismo, è proprio qui che, il 28 aprile del 1945 vennero fucilati i gerarchi fascisti catturati il giorno prima dai partigiani tra Musso e Dongo, mentre tentavano la fuga con Mussolini verso la Svizzera.
Dice la gente del posto che dopo la fucilazione dei gerarchi fascisti, il lungolago di Dongo ad ogni ricorrenza del 25 aprile era teatro di tafferugli tra i partigiani che festeggiavano la Liberazione e i nostalgici del periodo fascista, che volevano ricordare i loro caduti.
Santuario della Madonna delle Lacrime o del Fiume
Fu costruito nel Cinquecento vicino al ponte sull’Albano, dedicato a una Madonna affrescata in una cappella, custodita sull'altare maggiore.
La costruzione di questa chiesa si deve ad un miracolo.
All’inizio del XVI secolo esisteva vicino al fiume Albano una cappelletta con dipinta una Madonna con Bambino. Nel 1541, nonostante lo straripamento del fiume, essa rimase illesa. Il 6 settembre 1513 avviene il miracolo: la Madonna piange.
Il canonico Bonizio accorre col popolo e raccoglie in un calice le lacrime. Lo stesso anno si erige un tempietto. Nel 1602 si costruiscono le cappelle della Cena e della Crocefissione. Nel 1619 quelle di San Francesco e di Sant’Antonio. Il 5 aprile 1614 i frati minori della provincia francescana lombarda chiamati a custodi del santuario fanno il loro ingresso nel convento costruito dai donghesi. Il 23 ottobre 1904 mons. Valfrè, vescovo diocesano, tra l’esultanza del popolo incorona le sacre immagini.
1974: mons. Ferraroni, vescovo di Como, dichiara il santuario chiesa privilegiata, dove è possibile lucrare l’indulgenza giubilare dell’anno santo 1974.
Palazzo Manzi
Si trova sulla piazza a lago del paese, presso il molo, costruito nel 1824 da Pietro Gilardoni, allievo del Pollak. Il Palazzo fu donato nel 1937 da Giuseppina Manzi al Comune di Dongo, di cui è oggi sede.
A un esterno assai sobrio, corrisponde un interno sfarzoso, come nel grande salone d'onore su due piani con balconata superiore, chiamato Sala d’Oro per le diffuse dorature, adorno di rilievi,di stucchi e, sulla volta, al centro della sala, appare il centro del mondo, ovvero il Parnaso, il monte dell'antica Focide, sacro ad Apollo e alle Muse, affrescato in bello stile da un allievo dell’Appiani.
All'interno del salone un tempo, le famiglie nobili, davano ricevimenti. Oggi si può visitare nelle ore di apertura al pubblico degli uffici comunali -per lo più di mattina-. Accanto si trovano la ricca biblioteca e la cappella ovale.
Il Palazzo Manzi costituisce uno degli esempi più significativi dell’età napoleonica del Lario.

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