Bellano
Sulla sponda orientale del Lario, incorniciata da uno sfondo magnifico, sulle pendici del monte Muggio alla foce del torrente Pioverna e si trova Bellano, fiorente centro turistico ed industriale.
Con un lungolago suggestivo, dove sboccano molte stradine del borgo antico, Bellano si presenta come un paese tranquillo e ridente.
Per scoprire la vecchia Bellano, bisogna addentrarsi a piedi nelle viuzze, dove il sole non riesce mai a filtrare e il panorama appare solo a scorci, brevi portici. Sarà facile imbattersi in cortili e androni di buona fattura secentesca e neoclassica.
I suoi porticati, le scale esterne, i cortili, gli androni, gli stemmi araldici delle famiglie più nobili ancora visibili sui portali sono la testimonianza delle sue antiche origini settecentesche.
Vagabondando per le caratteristiche viuzze del paese non si può fare a meno di notare quanto sia pittoresco il paesaggio -bellanese- grazie ai suoi stretti vicoli e alle belle decorazioni delle facciate.
Chiesa dei SS. Nazario e Celso
Progettata da Giovanni da Campione e realizzata nel 1348 da Azzone e Giovanni Visconti.
Venne restaurata tra il 1342 e il 1350 e ancora nel 1567, anno in cui vennero modificati il campanile, l’abside e la volta.
Ha una facciata a bande alterne bianche e nere coronata da archetti e aperta da tre portali a sesto acuto valorizzata da un grande rosone con cornice in terracotta smaltata verde. Un’edicola è posta sopra il portale centrale.
L’interno è a tre navate su pilastri quadrati reggenti archi a tutto sesto, conserva due grandi confessionali in legno intagliato, un ricco battistero di marmo, un pregevole polittico quattro-cinquecentesco dell’altare di fondo della navata meridionale dedicata al Battista.
La Chiesa è impreziosita da affreschi di scuola lombarda, e dalla delicata tempera raffigurante la Madonna delle Rose attribuito alla scuola di Bernardo Luini.
L’Orrido di Bellano
Il Pioverna, poco prima della foce, gettandosi in uno stretto passaggio fra alte rupi, forma il famosissimo Orrido, incantevole spettacolo naturale visitabile mediante passerelle sospese.
Formatosi nei quindicimila anni dal ritiro dei ghiacciai, l’Orrido di Bellano è rimasto invariato nonostante il trascorrere dei secoli e il duraturo intervento umano.
Il primo fu fatto allo sbocco del Pioverna ad opera della famiglia Denti, di origini bellanesi, che, per la lavorazione del ferro estratto nelle miniere della Valsassina, vi realizzò, nei secoli XVI° e XVII°, le proprie fucine.
Furono sempre loro, nel XVII° secolo, ad abbellirono l’area con un giardino con torre, statue e piscine.
In seguito fu costruito un nuovo giardino con tempietto dallo scrittore e poeta Sigismondo Boldoni, che, incantato dalla bellezza del luogo, vi compose delle opere prestigiose.
Furono proprio queste, a partire dalla fine del 1700, che contribuirono ad aumentarne la fama.
La fama dell’Orrido si diffuse per tutta l’Europa dell’800 grazie a stampe e vedute adite anche da illustratori stranieri.
Le potenzialità della forza motrice delle acque del Pioverna furono sfruttate anche dai Gavazzi, che, aprirono un setificio agli inizi del 1800.
Per la costruzione di condotte forzate, nel 1858, fu aperto un nuovo stabilimento, che, con il supporto di tecnologia per allora all’avanguardia, si occupava della lavorazione di lamiere di ferro.

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